Ramadan e cibi Halal: come capire l’alimentazione musulmana

Secondo le stime più recenti, nel nostro paese sono presenti 2,6 milioni di musulmani, pari al 4,3% della popolazione italiana. Quest’anno, ciascuno di loro dovrà osservare il Ramadan nel periodo che cade dalla sera del 23 aprile fino a quella del 23 maggio. Ma perché chi segue la religione islamica deve digiunare un mese, dall’alba al tramonto? Come mai le date di questa festività non sono fisse? E soprattutto, cosa si può mangiare e cosa no durante questo rituale?

Cos’è il Ramadan:

La religione islamica ha 5 pilastri, sono gli obblighi fondamentali che ogni fedele è tenuto a rispettare. Uno di questi è il Ramadan, mese in cui ci si astiene, dall’alba al tramonto, dal consumare cibo e acqua, dai rapporti sessuali e dal fumo. Il digiuno diurno si osserva sempre nel nono mese dell’anno secondo il calendario islamico che – a differenza di quello gregoriano, segue il ciclo lunare ed è proprio per questo che le date cambiano ogni anno! Il Ramadan aiuta chi lo segue a purificarsi e avvicinarsi di più alla spiritualità, ma comporta sforzi e grande autodisciplina e per questo non è rivolto a tutti. Sono esclusi i più piccoli in età di sviluppo, gli anziani, i malati, le donne in gravidanza e i viaggiatori, che per cause di forza maggiore non possono digiunare con facilità. Ogni giorno, quando il sole tramonta, il digiuno si interrompe con il pasto serale – l’ifṭār – che è solitamente più lauto e abbondante di quello consumato prima che sorga il sole, il suḥūr.

Cosa si mangia durante il Ramadan?

Se in occasione del suḥūr si consuma un pasto frugale e leggero, come un po’ di yogurt, frutta o dell’acqua per colazione, l’ifṭār viene invece vissuto come un momento conviviale e di grande importanza. Spesso per prepararlo le famiglie si riuniscono attorno ai fornelli ore prima per cucinare i piatti più importanti della tradizione, che cambiano da paese a paese. In quelli mediterranei – come Marocco, Tunisia e Algeria – si predilige il cous-cous speziato a base d’agnello e uva passa; in Bangladesh la frittura di cipolle e melanzane e le zuppe di lenticchie gialle mentre in India vanno per la maggiore i porridge di riso, cocco e carne di montone o a base di latte e spezie per i vegetariani. In Iran, invece, si predilige un’alimentazione più semplice ma ugualmente sostanziosa a base di datteri, pane, formaggio fresco e verdure, il tutto accompagnato da tè.

Quali sono i cibi halal?

Ogni paese ha le sue preferenze, quello che è importante è che il digiuno venga sempre interrotto da alimenti halal che in arabo, infatti, significa “lecito”, opposto al termine haram che significa illecito. Sono sempre permessi la frutta, la verdura e i semi, così come i formaggi il cui caglio sia di origine vegetale, microbica e animale se non di derivazione suina. Sono halal tutti i pesci, sono invece proibiti i frutti di mare e i crostacei, con riserbo sui gamberi considerati leciti secondo alcune interpretazioni e illeciti da altre. Per quanto riguarda la carne, la consumazione è permessa se è stata macellata seguendo precise regole ma soprattutto a patto che non si tratti di cinghiale o maiale, considerato alimento haram come tutti i suoi derivati, come lo strutto – spesso impiegato nella panificazione – e la cotenna, ingrediente base di molte gelatine alimentari.

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